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Un pieno di vitamine

Dopo la carrellata di odori dello scorso post abbiamo bisogno di toglierci un po’ di puzza da sotto il naso.
Non c’è niente di meglio in cucina che una bella strofinata con mezzo limone: toglie odori di pesce, di uova, di tutti i cibi di cui si sono impregnate mani, stoviglie e piani di lavoro.
A me il profumo del limone piace proprio, nell’aria e nei cibi, dolci o salati: ottima la pasta alle acciughe con scorza di limone. Ma amo anche quello delle bucce di mandarino messe sopra i caloriferi o sulla fiamma del camino o a macerare per farne un liquore, adoro il mandarino cinese con l’arrosto, il lime nei bagnoschiuma, ma anche spremuto sulla panna per farne la panna acida. E poi c’è lei, Madame arancia.
Appena posso la infilo in ogni tipo di piatto, quindi non solo nelle torte, ma anche sul pesce e con la carne.

Ottima fonte di vitamine, contiene soprattutto:
* la C (e ne bastano 2 o 3 al giorno per coprire il fabbisogno di una persona) che contribuisce a mantenere in buona funzione il sistema immunitario e nei mesi invernali a prevenire le malattie da raffreddamento. Inoltre ha un’azione antianemica perché favorisce l’assorbimento del ferro
* la A (come tutti i vegetali che contengono pigmenti gialli e rossi) che è utile agli epiteli e agli occhi
* vitamine del gruppo B, anche se in minor misura.
Contiene inoltre i bioflavonoidi, che sono utili al tessuto connettivo, quindi a ossa, cartilagini, legamenti, ma anche al connettivo contenuto nei vasi sanguigni, di conseguenza al mantenimento di una buona circolazione, sempre utile per contrastare la cellulite. Lo so, lo so, i pochi lettori uomini penseranno che a loro non serve, ma contrasta anche le emorroidi.
Ci sono poi  gli antociani, che contrastano anch’essi la fragilità capillare e hanno azione antiinfiammatoria; inoltre uno studio recente ha dimostrato come mezzo litro al giorno di arance rosse aiuti a non mettere su ciccia, perché proprio gli antociani aiutano a mantenere piccoli gli adipociti, ovvero le cellule i grasso. Non si tratta però di un trattamento dimagrante, bensì di uno preventivo. Topi normopeso sottoposti a dieta ipercalorica non sono aumentati se insieme venivano somministrati antociani.
Infine l’arancia contiene i terpeni che, se assunti regolarmente, aiutano a prevenire i tumori del colon, del retto e della mammella. In particolare il limonene contenuto nella buccia di arance, limoni e pompelmi, grazie alla sua capacità di contrastare l’effetto degli estrogeni si è rivelato utile nel contrastare il cancro della mammella.
Il callo bianco sotto la buccia contiene fibre alimentari, e tutti saprete che assumere fibre fa bene, perché aumenta il transito intestinale, evitando fenomeni putrefattivi, e il prolungato contatto delle sostanze nocive con la parete intestinale. Inoltre contrasta il diabete e la formazione di ateromi, ovvero l’aterosclerosi.
Come tutta la frutta acidula favorisce i processi digestivi.
Direi quindi che per le sue numerose proprietà l’arancia è un frutto da consumare. Non per niente è stato scelto anche dall’AIRC, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro come frutto da vendere nella giornata a lei dedicata.

 

Però troppo spesso anche chi consuma arance si limita alla spremuta, privandosi della fibra, talvolta addirittura a spremute già preparate in cartone che hanno perso gran parte del contenuto vitaminico.
Altri, più saggiamente mangiano il frutto intero, ma quasi nessuno ne mangia la buccia.
Invece è buona, tagliata a julienne e inserita nei piatti al naturale, oppure candita, oltre che, ovviamente, nelle marmellate.
Ebbene, oggi vorrei solo suggerirvi una ricettina semplice. Semplice al punto che nemmeno si potrebbe definire ricetta.
Diciamo un modo casalingo, economico e sano per preparare delle caramelle.

Quando mangiate le vostre arance, non gettate la buccia. Tagliatela già a spicchi con un coltello, e poi conservatela in frigorifero in una ciotola contenente acqua fredda. Ogni volta che ne sbuccerete una, aggiungete la nuova buccia. Ogni due giorni cambiate l’acqua. Dopo massimo quattro giorni avrete una bella dose di bucce ben gonfie che scotterete in acqua bollente per due minuti.
Poi le dovete scolare, pesare, mettere in un pentolino a fondo spesso con una quantità di acqua e zucchero dello stesso peso.
Fate cuocere a fuoco basso rimescolando di tanto in tanto fino a che lo sciroppo si sarà asciugato.
Adagiatele ben distanziate su un foglio di carta forno e lasciate asciugare anche per due o tre giorni, quindi mettetele in vasi di vetro ben chiusi.
Avrete un dolcetto, una caramella da portarvi dietro avvolta nella velina, un digestivo, tutto naturale e ricco di vitamine e fibre e soprattutto senza coloranti.
La varietà migliore per queste bucce candite è la Navel, che ovviamente dovrete acquistare non trattata. Se avanza un po’ di sciroppo nel pentolino, non buttatelo. Io metto delle mandorle, le mescolo e le stendo tutte insieme sul foglio di carta forno. Si forma un croccante al delizioso gusto di arancia che spezzettato è un altro tipo di caramella da portarsi sempre dietro per i vari languorini.

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